Farsi pubblicare è il sogno proibito di milioni di italiani, più seducente del farsi un'amante, più allettante del possedere beni di lusso, più desiderabile di una vacanza ai tropici.
Qualcuno dice che sia necessario saper scrivere, ma voi non credetegli.
Seguite piuttosto i miei consigli e buttatevi nella mischia, perché in fondo, come diceva Chiambretti: "Comunque vada, sarà un successo!"
1. Personaggi famosi (vip)
Siete vip? La gente vi riconosce per strada? Perfetto!!
4. Scrittori mediocri ma convinti
Scrivete così così? Non riuscite a tirar fuori un’idea originale nemmeno con lo sturalavandini? O magari siete pieni di idee geniali che però nessuno riesce a comprendere?
Post (Scriptum) del post
Inizialmente la mia idea era di deliziarvi con una riflessione su certi scrittori da botteghino che oggi vanno per la maggiore in Italia, ma mi sono imbattuto in un post che tratta l’argomento molto meglio di quanto sarei stato in grado di fare io. Perciò, leggetelo: http://fanpage.it/volo-moccia-baricco-dell-italia-che-non-legge-e-di-altri-demoni
Siete vip? La gente vi riconosce per strada? Perfetto!!
Avete diritto a una pubbicazione omaggio. Potete pubblicare ciò che vi pare, le porte dei grandi editori sono aperte a qualsiasi vostro capriccio o velleità letteraria! Contenti? Non dovete far altro che dimostrare di possedere una buona schiera di fans che acquisteranno a scatola chiusa qualsiasi boiata scriverete (o farete scrivere) solo perché in copertina c'è il vostro nome e magari, perché no, una vostra bella foto. Il gioco è fatto.
2. Parenti di personaggi e/o scrittori famosi
Vostro fratello è uno scrittore famoso? La vostra compagna lavora ai piani alti di qualche casa editrice? La mammina ha gli agganci giusti in politica? E allora cosa aspettate a proporre il vostro piccolo grande capolavoro chiuso nel cassetto del comodino o nell'anta del mobile in bagno, dietro ai medicinali scaduti? Suvvia non siate timidi! Che poi magari vende bene!
3. Premi letterari minori
Quanto vi piace scrivere, ma è una cosa intima, che fate solo per voi stessi. Però... aspetta un momento... c'è quel concorso letterario dell'associazione culturale LibriamociLiberi... perché non partecipare? Ma sì dai! Per gioco...
2. Parenti di personaggi e/o scrittori famosi
Vostro fratello è uno scrittore famoso? La vostra compagna lavora ai piani alti di qualche casa editrice? La mammina ha gli agganci giusti in politica? E allora cosa aspettate a proporre il vostro piccolo grande capolavoro chiuso nel cassetto del comodino o nell'anta del mobile in bagno, dietro ai medicinali scaduti? Suvvia non siate timidi! Che poi magari vende bene!
3. Premi letterari minori
Quanto vi piace scrivere, ma è una cosa intima, che fate solo per voi stessi. Però... aspetta un momento... c'è quel concorso letterario dell'associazione culturale LibriamociLiberi... perché non partecipare? Ma sì dai! Per gioco...
Ed ecco che quel racconto così personale e intimo che descrive quanto avete sofferto alla morte del vostro terzo gattino o quanto era bella la liguria negli anni sessanta, viene scelto da una "prestigiosa" giuria di quartiere per la finale del concorso... Gioia! Gaudio! Felicità!
In fondo avete speso solo 15 euro per l'iscrizione e ora siete pubblicati!
Certo, l'antologia in cui è presente il vostro racconto non è gratis, no, ve la dovete pagare e costa altri 15 euro... Però ne vale la pena! Siete stati pubblicati! Che emozione! Che grande riconoscimento!
Be' ora non farete mica i tirchi? Non vorrete comprare una sola misera copia? E la nonna? E vostro cognato? E quell'amico che vi ha sempre deriso per la vostra passione?
Allora orsù, aprite il portafogli e date fondo ai vostri risparmi! Dieci copie è il minimo!
A pensarci bene, questo vostro raccontino di tre pagine perso in un'antologia di 200 vi è costato un po', ma caspiterina se ne è valsa la pena!
...oppure no?
4. Scrittori mediocri ma convinti
Scrivete così così? Non riuscite a tirar fuori un’idea originale nemmeno con lo sturalavandini? O magari siete pieni di idee geniali che però nessuno riesce a comprendere?
Nessun problema: basta sapersi vendere. Se siete buoni venditori, sarete buoni scrittori.
Rompete le palle al mondo intero e spacciate spudoratamente per grandi idee le vostre cialtronerie!
Aprite un blog, scrivete sui giornaletti locali, partecipate a progetti letterari e presentazioni di libri, infilatevi in ogni circolo letterario nel raggio di 100 chilometri, presenziate a readings, iniziative culturali e quant'altro. Il presenzialismo vi permetterà di conoscere editori e scrittori famosi che voi subdolamente adulerete, inserendo il vostro nome nelle conversazioni alla fine di ogni frase come fosse un messaggio subliminale. Se siete bravi, alla lunga troverete un editore tonto e un po' ottuso che accetterà di pubblicarvi, stordito dalla vostra ars bene loquendi.
Il risultato tuttavia sarà un totale insuccesso, per voi e per l'editore, poiché il vostro romanzo, seppur pubblicato, continuerà a non avere sostanza, ad esser privo di idee, a risultare vuoto e noioso per chiunque, portandovi alla completa disfatta.
5. Chi fa da sé
Ebbene sì: siete artisti incompresi. Nessuno capisce la vostra grandezza e il valore assoluto del vostro strepitoso romanzo. Ricevete solo rifiuti e a nulla sono valsi i vostri sforzi.
Il risultato tuttavia sarà un totale insuccesso, per voi e per l'editore, poiché il vostro romanzo, seppur pubblicato, continuerà a non avere sostanza, ad esser privo di idee, a risultare vuoto e noioso per chiunque, portandovi alla completa disfatta.
5. Chi fa da sé
Ebbene sì: siete artisti incompresi. Nessuno capisce la vostra grandezza e il valore assoluto del vostro strepitoso romanzo. Ricevete solo rifiuti e a nulla sono valsi i vostri sforzi.
Voi però non avete intenzione di mollare, perché la scrittura è la vostra vita.
La pubblicazione a pagamento vi fa inorridire al solo pensiero e non sapete più che pesci pigliare.
Poi, finalmente, una luce divina vi illumina d'immenso. Balzate in piedi con lo sguardo spiritato e dichiarate al mondo: "Diventerò un editore io stesso! Alla faccia vostra, tiè!"
Quindi iniziate a seguire un corso di editoria serale tenuto nel sottoscala di un edificio scolastico da qualche presunto espertucolo di provincia, e grazie all’esperienza acquisita aprite la vostra piccola ma promettente casa editrice! Ah, che soddisfazione!
Adesso potete rivalervi su chi vi aveva ingiustamente rifiutati e derisi! E per dimostrare il vostro valore, pubblicate unicamente il vostro stesso romanzo, scartando tutti gli altri libri che vi vengono proposti! Un piano perfetto. O quasi.
Sì perché la pubblicazione non renderà migliore la vostra opera, che continuerà a risultare pressoché inutile e totalmente ignorata da tutti ad eccezione di amici e parenti stretti.
Quindi, per non fare la fame, vista la "grande" esperienza editoriale acquisita, vi verrà un'altra grandiosa idea: organizzare a vostra volta corsi sull’editoria ai quali parteciperanno altri scrittori rifiutati che vogliono aprire una casa editrice per auto pubblicarsi.
E il circolo vizioso è servito.
E il circolo vizioso è servito.
Post (Scriptum) del post
Inizialmente la mia idea era di deliziarvi con una riflessione su certi scrittori da botteghino che oggi vanno per la maggiore in Italia, ma mi sono imbattuto in un post che tratta l’argomento molto meglio di quanto sarei stato in grado di fare io. Perciò, leggetelo: http://fanpage.it/volo-moccia-baricco-dell-italia-che-non-legge-e-di-altri-demoni








