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| Castello di Bran, Transilvania |
Neve, neve, neve. Non si parla d'altro.
D'altronde bisogna stare sul pezzo, no? I vampiri non fanno eccezione, anzi.
La neve ci piace, in linea di massima. L'inverno è la nostra stagione, con la sua prevalenza di oscurità, il gelo, le nebbie fluttuanti e le abbondanti nevicate. Cosa c'è di meglio di un castellaccio ricoperto di neve, circondato da boschi imbiancati e affacciato su un piccolo villaggio rurale dove si nascondono giovani vergini dalla pelle candida?
Certo per i vampiri urbani le cose cambiano un pò. I locali notturni che di solito frequentiamo per trovare nutrimento sono spesso irraggiungibili, e anche ammettendo di riuscire ad arrivarci, si corre il rischio di trovarli semideserti, perché le donzelle si rintanano in casa in letargo a vedere film romantici e bere cioccolata calda.
E qui, a differenza dei villaggi transilvani, le case delle fanciulle sono pressoché inaccessibili.
I vampiri e la neve al cinema
Al di là di queste considerazioni personali, il fatto che la neve sia un elemento apprezzato dai vampiri, e in totale sintonia con essi, lo si evince anche dai numerosi esempi che ci fornisce la cinematografia vampirica.
Ne citerò qui solo alcuni a titolo esemplicativo, perché particolarmente significativi in tal senso, o perché degni di nota in quanto ad atmosfere nevose.
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| 30 Giorni di Buio |
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| Per favore non mordermi sul collo |
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| Lasciami entrare |
Il film si svolge nei sobborghi di Stoccolma, tra la desolazione della periferia urbana e la neve che rende ancor più difficile la vita sociale degli abitanti. In questo ambiente si muove indisturbata la piccola Eli, che nasconde senza difficoltà il suo segreto almeno fino all'incontro con Oskar.
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| Castello di Fenis |
Non mi resta che darvi un consiglio da amico (vampiro): quando nevica, se vi trovate in zone desolate durante la notte e notate schizzi di sangue rosso sulla neve fresca, datevela a gambe levate.






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