mercoledì 21 settembre 2011
Lista numero 1: 5 songs that changed my life
Pare che le liste siano terapeutiche.
Stilare elenchi di cose che ci piacciono, non ci piacciono, ci fanno incazzare, ci fanno innamorare, ci fanno sorridere, piangere e così via.
Perciò, ecco la mia prima lista.
5 canzoni che mi hanno cambiato la vita, come, quando e perché.
Insomma, una buona occasione per imparare qualcosa e farvi i cazzi del vampiro.
Ed ecco la lista, in no particular order:
Surprise! You're dead!
Faith No More
Era il 1989 e i Faith No More fecero uscire il loro primo album con Mike Patton alla voce, The real Thing: la rivoluzione crossover era iniziata. Metal, rap, jazz, pop... tutto centrifugato in un album che esplose come una bomba nella mia testa aprendomi nuovi mondi e orizzonti musicali.
La canzone Surprise! You're dead!, forse la più violenta e devastante dell'album, col suo intro micidiale di campanacci e le ritmiche sincopate e rallentate, mi faceva ad ogni ascolto l'effetto di una scossa elettrica da 3000 volt.
Al di là dell'aspetto musicale, questa canzone mi aprì gli occhi sul fatto che la morte può arrivare da un momento all'altro, così, senza preavviso, senza bussare né suonare il campanello.
Sorpresa! Sei morto! La sfiga esiste. Se sei fortunato, invece, stai solo ascoltando un pezzo dei Faith No More.
Smells like teen spirit
Nirvana
Non c'è molto da dire su Kurt Kobain e soci, che non sia già stato detto, scritto o tatuato sulle braccia di qualche seguace del grunge anni 90. Smells like teen spirit, comunque, fu un pezzo epocale.
Se lo ascoltavi in un locale, ti faceva venire le convulsioni e non potevi evitare di scaraventarti a destra e sinistra come una scimmia, possibilmente addosso agli altri.
Fu il primo pezzo che tentai di suonare con la mia prima chitarra elettrica, acquistata vendendo il Game Boy più relativi giochi e racimolando un pò di paghette delle nonne.
Blackened
Metallica
Conoscevo già un paio di canzoni dei Metallica quando acquistai la cassetta di ...And Justice For All. Un album caratterizzato da una produzione scandalosa, come conferma lo stesso Lars Ulrich in un video della band, e da un'atmosfera cupa e maligna che all'epoca mi risultava inquietante quasi quanto guardare l'Esorcista. Tuttavia provai subito un'attrazione morbosa per quelle ritmiche serrate e per quelle melodie seminali. Capii che non potevo più stare alla larga dal lato oscuro.
I Metallica, erano mio padre (musicalmente parlando).
18 & life
Skid Row
L'hard rock'n'roll anni 80 mi aveva già sedotto coi Guns'n'Roses e i Motley Crue, quando nel 1989 arrivarono loro. Sebastian Bach e compagni diedero alle stampe il loro album omonimo e il singolo che li avrebbe resi famosi. Una semi ballad da brividi che non parla d'amore ma di morte! Un ritornello indimenticabile e una voce che ti lascia cicatrici nell'anima.
E un insegnamento importante: anche se sei giovane e ti senti invincibile, prima di fare una cazzata pensa alle conseguenze, perché potrebbero fotterti per tutta la vita.
Spark
Tori Amos
Prima di ascoltare questo pezzo, avevo sempre considerato noioso il pianoforte. Poi, un giorno, per caso, mi imbatto nel video di Spark. Ok, lei ha una bella voce, penso. Sì, il pezzo è carino anche se un pò moscio, penso. E poi, all'improvviso, cambia tutto. Dopo due strofe c'è un'apertura che non mi aspetto, una melodia stravolgente che mi provoca una scarica di endorfine lungo la spina dorsale.
Mi ero innamorato. E questo capita, di solito, quando qualcuno riesce a mostrarti le cose sotto una luce diversa. Grazie Tori.
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